Agorafobia

Agorafobia

agorafobiaLa caratteristica essenziale dell’Agorafobia è il timore di trovarsi in situazioni o luoghi dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi o nei quali non potrebbe essere disponibile aiuto nel caso di un attacco di panico o della comparsa di sintomi tipo panico. Le situazioni vengono evitate o sopportate con molto disagio ed ansia.

Il timore si associa ad evitamenti pervasivi di una varietà di situazioni, quali: stare in spazi aperti (piazze, parcheggi, ponti, viadotti) o in spazi chiusi (aspetto claustrofobico: ascensori, cinema, teatri), uscire da soli fuori di casa, stare in fila o in mezzo alla folla, usare mezzi di trasporto. Quando vengono provate paura o ansia scatenate da tali situazioni, gli individui hanno generalmente pensieri sul fatto che potrebbe accadere qualcosa di terribile.

I sintomi che si manifestano in tali circostanze sono gli stessi che si verificano nell’attacco di panico. Altri sintomi “invalidanti o imbarazzanti” comprendono la paura di vomitare, sintomi tipici dell’intestino irritabile, la paura di cadere oppure, nei bambini, un senso di disorientamento o di sentirsi perso.

L’Agorafobia, quindi, consiste sostanzialmente in evitamenti di tre generi di situazioni: quelli caratterizzati da solitudine (intesa come l’allontanamento da luoghi o persone familiari), costrizione fisica (spazi chiusi) e spazi vasti e aperti.

I soggetti di fronte alla possibilità di affrontare le situazioni temute provano ansia anticipatoria, che può trasformarsi in attacco di panico se la situazione non può essere evitata o non vi sono vie di fuga.

L’evitamento può diventare talmente grave che la persona si ritrova costretta in casa. Alcuni individui riescono ad esporsi alle situazioni temute ma in modo passivo e le sopportano con molto disagio, richiedendo spesso la presenza di un accompagnatore.

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